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Spain last episode

Sarà anche un luogo comune ma si sa che le cose belle prima o poi finiscono o in ogni caso evolvono smorzandosi inesorabilmente. Dopo mesi on the road è arrivato anche per me il momento di rientrare a casa.

Ho trascorso l’ultimo mese a Cornudella de Montsant arrampicando prevalentemente a Siurana e Margalef. Il clima primaverile è stato abbastanza capriccioso, giornate caldissime, altre fredde e ventose si sono alternate a qualche giornata uggiosa.

A metà Marzo il mio stato di forma sembrava essere ritornato a un buon livello ma purtroppo dopo un giorno di scalata a Margalef si è ripresentato il fastidioso dolore al braccio sinistro che mi sta perseguitando ormai da Gennaio. Decisi di riposare qualche giorno per evitare di sforzare ulteriormente ma la fame di arrampicata è un avversario difficile!

A Siurana, in quei giorni, freddi venti accompagnavano le nostre giornate a El Pati…sarebbe stato meglio lasciare le scarpette in fondo allo zaino o cambiare settore ma la linea di Dogma ha attirato la mia attenzione e dopo aver fatto un tentativo diventa difficile rinunciare, volevo salirla. La via ha la prima parte in comune con Kallea Borroka per poi uscire a sinistra su una sorta di prua. Presenta “solamente” due sezioni difficili, la prima fisica con un passo dinamico e la seconda con una rimontata molto particolare. I miei tentativi sono terminati sempre al lancio, dita nastrate, poca sensibilità causa freddo, fisico imballato…ho finito solo per aggravare il mio infortunio al braccio, non ho salito la via e ho pregiudicato la continuazione della vacanza. Pochi giorni dopo a Margalef rincaro la dose e per salire un duro 7c al settore Cabernet mi procuro un bell’infortunio all’anulare della mano destra. Che dire, forse in futuro imparerò a ascoltare meglio i segnali del mio corpo o si tratta solo di sfortuna?

Psicologicamente non è facile da accettare, avere tempo, compagni, vivere sotto le falesie ma non riuscire a provare ciò che si vorrebbe. Fortunatamente essendo in ottima compagnia non mi sono depresso particolarmente.

Il primo Aprile e’ un giorno di arrampicata a Siurana come tanti altri, nel primo pomeriggio suona il telefono, è mia mamma, subito immagino che qualcosa di brutto era successo. Mia nonna era stata colpita da Ictus ad era grave. Appena un paio di giorni prima avevo parlato con lei al telefono e stava benissimo, contenta e entusiasta della vita come sempre. In un attimo vengo catapultato nel mondo “reale” e di fronte alla triste crudeltà della vita. Il giorno dopo prendo l’aereo e rientro a casa, mi fermo circa una settimana che trascorro aiutando a casa e assistendo la nonna in ospedale. Il rientro è stato traumatico e la mia testa era rimasta in Spagna, non vedevo l’ora di ripartire. Quando ritorno a Cornudella il clima è muy caliente, difficile arrampicare e i dolori al braccio persistono. Riesco a salire solo un paio di 7c a vista a Margalef ma la luce in fondo al tunnel non la vedevo.

Dopo qualche giorno altra telefonata da casa, ulteriore peggioramento e situazione molto critica. Non ci sono alternative, dovevo rientrare. Partire dalla Spagna a bordo del mio camper è stato durissimo, alle mie spalle sapevo di lasciare molte cose belle, mesi di ricordi occupavano la mia mente e un difficile futuro la offuscava.

Sulla strada del rientro faccio tappa in Verdon e pur senza compagno sono motivato a dare un’occhiata alla mitica Tom et je ris, the dream line! Provo l’accesso dalla Rive Gauche che si rileva perfetto perchè di poco dislivello in salita e in un’oretta si arriva alla sosta di calata. Bellissimo, essere soli in questo posto, è un privilegio. Lancio la corda nel vuoto, mi calo piano piano passando i rinvii e sessanta metri più in basso raggiungo la sosta del tiro. Infilo le scarpette e in autosicura inizio ad arrampicare. Provo le sequenze da spit a spit senza forzare. La via è pazzesca, roccia fotonica, linea incredibile, chiodatura ariosa e contesto idilliaco. Risalgo, recupero il materiale e rientro al furgo. Guido fino a La Palud al secondo belvedere, di fronte alla big line. Qui incontro cinque ragazzi italiani, di cui tre della Val di Fassa, con i quali trascorro una bellissima serata a suon di birre! Sfortunatamente nessuno di loro ha voluto accompagnarmi a provare la via quindi il giorno dopo sono ripartito verso casa. Non ero sicuro di quando sarei ritornato per tentare la mia linea…ma questa è un’altra storia…!

Spain lifestyle

Sono passate più di due settimane dall’ultimo post…nuovi incontri, nuove falesie, realizzazioni e serate tra amici hanno impegnato molto le mie giornate…la Spagna probabilmente sta mostrando il suo lato migliore. Proprio oggi Luca De Demo è rientrato in Italia dopo aver condiviso con me le gioie e i dolori di questo bellissimo ultimo periodo.

Il primo giorno di Luca in terra spagnola abbiamo arrampicato a Coniller, la nuova falesia del Gambus. La parete è grandiosa, roccia fantastica e gran potenziale per il futuro. Al momento l’unica difficoltà è la logistica, avvicinamento obbligatorio in 4×4 e una faticosa camminata di circa quaranta minuti sicuramente terranno lontano i climber meno motivati. Al momento sono state attrezzate circa quaranta vie dal 6a a progetti di grado 9, si arrampica su un calcare compattissimo lavorato a tacche e canne. L’ambiente grandioso, l’isolamento e il bel panorama conferiscono a questo posto una rara bellezza. Bella giornata di aderenza che sulle insidiose tacche rigorosamente da arcuare non guasta mai. Riesco a salire un 7c e un 7c+ a vista entrambi molto belli ma di cui al momento non conosco i nomi. Giovedì 13 io riposo e assicuro Luca a Oliana dove sale un 7c+ a vista nel giallone centrale. Io trascorro in relax tutta la giornata chiacchierando e facendo amicizia con i vari climber provenienti da mezzo mondo. Post scalata al bar e gran tavolata multietnica. Venerdì 14 replichiamo a Oliana dove chiudo i conti con lo stupendo 8a+ di Humildes pa Arriba. Poco prima del tramonto festeggiamo il compleanno di Miguel, un simpaticissimo ragazzo portoghese. Bellissima sorpresa con torta e birre offerte dalla local Anna. Sabato15 ritorniamo a Coniller in compagnia del David, Mariona e la macchina Dani Andrada. Dopo un breve riscaldamento io e il mio drone ci spostiamo nel settore alto della falesia per provare il primo tiro di un fantastico viaggio di 50m su roccia verdoniana il cui grado si aggira dalle parti del 9. Sotto lo sguardo attento di Dani che sta chiodando una nuova linea appena a sx, riesco a salire a vista la prima catena che vale 8a. La via si chiama Usain Bolter…nome forse ispirato dalla chiodatura a dir poco ariosa! E’ una bella soddisfazione perché è la prima via di 8 salita a vista in questa nuova falesia.

Domenica 16 causa pioggia riposiamo entrambi e ci rechiamo in pellegrinaggio a Santa Lynia. Non resistiamo molto causa freddo umido e nel tardo pomeriggio ci rifugiamo in una birreria di Balaguer in compagnia di Roger Schali e Christoph Haintz. Con questi due personaggi il divertimento è assicurato…tanta allegria, racconti di avventure passate accompagnati da ottima birra e in un attimo è arrivata l’ora della cena. Proseguiamo la serata cenando insieme a Barbara, Hannes, Daila e Colette. Buona la pizza, ottima compagnia e giornata conclusa nel migliore dei modi. Lunedì 17 Io, Luca e il David andiamo al Galliner. Giornata bellissima. David prova Todos los Santos, il 9a liberato da Ondra un paio di settimane fa. Da spettatore mi è sembrato duro, aleatorio e un po’ morfologico ma sicuramente bello. Io a fine giornata salgo uno stupendo e fisico 8b su canne di cui al momento non so il nome. Tiro di livello, uno fra i più belli che ho salito da queste parti.

Martedì 18 siamo di nuovo a Oliana, tempo umidino e stanchezza, quindi riposo. Mercoledì 19 replichiamo e verso sera salgo il classico 8b di De Picos Pardos. In falesia è sempre una festa, bella gente e tutti molto motivati. Giovedì 20 gita al Galliner con Roger e Christoph, anche loro rimangono molto soddisfati della bellezza del posto e della scalata. Il De Demo chiude meritatamente l’8a della via Andrada e io tra uno sbuffo e l’altro salgo al secondo giro Crossing, divertentissimo 8b a tacche e canne su roccia bellissima. Venerdì 21 ripassiamo da Oliana perché Luca vuole fare a tutti i costi Mishi…da bravo ragazzo in breve passa la corda in catena e così siamo partiti felici per Siurana. Sabato 22 riposiamo entrambi e al mattino assistiamo al meeting di Yoga presso il climbing shop di Cornudella. Io non ho avuto il coraggio di provare ma sono sicuro che al mio povero fisico farebbe molto bene! Pranzo con le ragazze, pomeriggio trascorso al Pati, ottima cena e party finale in una casa dispersa nella nulla vicino a Cornudella.

Domenica scaliamo al Pati ma rincasiamo a mani vuote. Ieri di nuovo Pati, salvo la giornata salendo la bellissima Zona O, classico 8b del settore. Oggi rest day sperando nell’impossibile miracolosa e veloce ricrescita della pelle delle dita! Ciao e alla prossima.