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Due sciate in Val Malta

Siamo quasi a fine Agosto lo so ma pubblico volentieri un breve resoconto di due gite di ski-alp fatte in Val Malta ai primi di Giugno. Sarà il caldo afoso degli ultimi giorni che mi fa pensare alla neve? Anche ma onestamente è da un pò che non aggiorno il blog causa impegni vari che mi hanno tenuto lontano dal pc.

Ed ecco la storia. Quasi ovunque la meteo non era ottimale per il ponte del due Giugno ma guardando attentamente le previsioni dettagliate sembrava che in Val Malta le condizioni sarebbero state buone e dicidemmo di partire con calma il 2.

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Panoramica dalla vetta dell’Oberlercherspitze, in primo piano l’Hochalmspitze 3360m

Nel tardo pomeriggio e parte della notte aveva piovuto ma il mattino seguente il tempo era buono e di buon ora ci siamo incamminati verso la nostra meta, l’Oberlercherspitze 3107m.

Dopo circa un’ora abbiamo messo gli sci e in breve siamo saliti fino all’Unter Langkarsee. Da qui la neve ha iniziato a migliorare qualitativamente parlando e ci ha regalato una salita agevole e sicura fino al valloncello esposto a Sud sotto la vetta dell’Oberlercherspitze. Il sole ha fatto capolino tra le nubi riscaldando velocemente la neve che si è trasformata in una bella pappa. Con un lungo traverso ci avviciniamo alla meta poi il pendio diventa sempre più ripido e ci portiamo in cresta. Sci in zaino e, percorrendo la facile cresta, in breve raggiungiamo l’anticima dell’Oberlercherspitze a una quota di 3051m, meta della nostra gita odierna. Scattiamo le foto di rito e ci prepariamo per la discesa nella “polenta”. Per metà gita la neve è talmente lenta che non serve tentare di curvare per attenuare la velocità….poi da metà in giù la situazione migliora e riesco a divertirmi piazzando qualche bella curva. Sono sicuro che se non fosse uscito il sole sarebbe stato super! Fortunatamente la bellezza del posto e il grandioso panorama che si gode dalla cima ripagano ampiamente nonostante la sciata non è stata delle migliori. Nel primo pomeriggio siamo di ritorno al nostro camper, ci rilassiamo al sole e consumiamo il nostro pranzo godendo del bellissimo panorama che ci offre la valle inondata dal sole. Pianifichiamo la gita dell’indomani.

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Le nostre tracce di discesa

Sabato 4 Giugno, giornata spaziale, cielo azzurro e freschetto. Partiamo sci in zaino e dopo circa mezz’ora sci ai piedi risaliamo la ripida parte finale della kolbreinbach. Sbuchiamo sul pianoro e puntando a Nord-Est ci dirigiamo verso il Kolbreinspitze. La neve è dura con un leggero strato di brina in superficie, non ho i rampant, mi affido alle braccia e alla velocità, con attenzione guadagno quota. L’ultima parte della salita è meno ripida e agevolmente raggiungiamo la sella con la croce appena sotto la cima del Kolbreinspitze 2934m. Ci riposiamo al sole e spaziamo con la vista ammirando lo splendido panorama. L’idea era di aspettare un pò che la neve mollasse ma non sapendo resistere al richiamo degli splendidi pendii ci siamo lanciati nella discesa. E’ stata fantastica dall’inizio alla fine!

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La sella del Kolbreinspitze 2934m

Era la prima volta che sciavo in Val Malta e mi è piaciuto molto soprattutto per l’ambiente, lo consiglio!

Scheda gita Oberlercherspitze:
Itinerario: partenza Sport Hotel Maltatal 1930m – Anticima Oberlercherspitze 3051m
Dislivello: 1200m
Tempo: 3-4 ore
Esposizione: Nord-Est
Pendenza max: 40 gradi
Classificazione gita: Ski 2.3, F+, E1

Scheda gita Kolbreinspitze:
Itinerario: partenza Kolbreinstuberl 1930m – Sella sotto la cima del Kolbreinspitze 2934m
Dislivello: 1000m
Tempo: 2-3 ore
Esposizione: Nord-Ovest
Pendenza max: 40 gradi
Classificazione gita: Ski 2.3, F+, E1

Con gli sci sul Re del Cadore – Antelao 3264m

La prima volta che mi sono avvicinato a al Re del Cadore avevo 4anni, era la mia prima camminata in montagna, dal Rifugio Scotter al Rifugio Galassi. Ricordo ancora il dolore degli scarponcini usati al tempo e le lacrime versate sui ripidi ghiaioni salendo a Forcella Piccola. La testardaggine e tenacia prevalsero sulle prime difficoltà, mi innamorai delle montagne.

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Le pime luci dell’alba nell’ampio circo glaciale della Bala

Sono passati 31 anni da quell’esordio, non avevo mai più messo piede in zona. Da circa un mese penso regolarmente all’Antelao e finalmente, sabato 7 Maggio, io e Silvia decidiamo di partire. Nel pomeriggio lasciamo la machina appena sopra il Rifugio Scotter e, sci in zaino ci incamminiamo verso la forcella. La neve inizia dopo circa dieci minuti di cammino ma proseguiamo a piedi fino in forcella per poi scendere al bivacco Lino Ragazzo appena fuori dal rifugio Galassi. Consumiamo la nostra abbondante cena, ce la raccontiamo un pò poi tutti in branda. Dividiamo il bivacco con altri 4 ragazzi che il giorno dopo saliranno il canalone Oppel. Stranamente dormo come un ghiro e verso le 4.30 ci alziamo.

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Traverso verso il canalino Antelao

Con la calma guadagnamo i 100m fino alla forcella e iniziamo la salita dell’ampio circo glaciale della Bala. L’alba è fantastica, cielo azzurro, neanche una nuvola all’orizzonte e siamo soli. Alla fine del vallone ci spostiamo sulla destra, calziamo i ramponi e iniziamo a salire alcuni tratti ripidi per poi traversare a sinistra fino sotto la verticale del canalino Antelao detto anche variante Lindemann. Inizio a essere un pò stanco, è da un pò che batto traccia nella neve sofficie ma sono molto felice perchè proprio mi diverto a salire. Alla fine del canale vengo raggiunto da Ivana e da un ragazzo che casualmente si sono ritrovati a fare la salita insieme. Scambiamo qualche parola e scattiamo alcune foto poi passano avanti loro e iniziano a salire le famose Laste. Mi tengo a distanza, calzo gli sci e inizio a salire anche io. Il panorama è mozzafiato, la neve stupenda, traccia da manuale e in breve arriviamo al deposito sci.

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La traccia di salita sulle Laste

Indossiamo nuovamente i ramponi e iniziamo a salire un ripido canalino che conduce alla prima parte della cresta. All’uscita dell’Oppel scatto un paio di foto a Erik impegnato sull’ultima parte del canale e poco dopo incrociamo gli altri due ragazzi che stanno già scendendo dalla vetta. Continuiamo a salire su neve super, in breve raggiungiamo la vetta e lo stupendo panorama a 360 gradi che offre. Solite foto di rito e via giù a recuperare gli sci.

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Silvia a pochi metri dalla vetta

Finalmente si scia! Sulle Laste neve polverosa e sciata grandiosa, ci affacciamo sul Lindemann, scendiamo qualche metro il pendio sulla destra poi traversiamo e entriamo nel canale. Lo scendo a curve saltate, la neve è bella e la pendenza interessante. Appena si allarga un pò lascio correre gli sci e in breve mi ritrovo sopra l’ultimo passaggino delicato della discesa poco sopra le Bale. Qui la neve è marcia perchè prende sole da mattina presto, con cautela ci avviciniamo alle roccie affioranti, valuto il pendio sotto poi butto le punte sulla massima pendenza e passo veloce il punto critico, faccio un paio di curve e sono fuori dalle difficoltà. Sull’ottimo firn dell’ampio vallone la sciata è stupenda, in preda alla gioia mi lancio giù a tutta fino dove spiana, che bello!

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Sciando sulle Laste – Foto Erik Vuanello

A forcella Piccola ci fermiamo a riposare un pochino e a godere della fantastica giornata di sole. Dopo pochi minuti arrivano Ivana e Alessandro di ritorno dal Menini con variante Arnaldi, per Ivana dalla vetta in traversata, per Alessandro salendo da sotto, complimenti!

La discesa dalla forcella Piccola è ancora molto bella e regala una sciata divertente fino a pochi metri dall’auto. Terminiamo la gita al bar davanti una bella birra fresca e in compagnia di nuovi amici!

Gran gita, giornata stupenda e neve ottima, grazie e brava Silvia!

Scheda gita:
Itinerario: partenza Rif Scotter 1580m – forcella Piccola 2120m – bivacco Lino Ragazzo 2018m – Antelao 3264m
Dislivello: 1664m
Tempo: 5-7 ore in giornata, circa 1h in meno dormendo al bivacco
Esposizione: Nord-Est
Pendenza max: 50 gradi
Classificazione gita: Ski 4.2, AD, E3

 

Una discesa da sogno – canalone Huda Paliza

La neve e i paesaggi imbiancati mi hanno attratto e affascinato sin da piccolo. A circa sei anni ho fatto le mie prime esperienze sugli sci e per molti anni a venire ho disceso solo piste battute e sporadicamente, sempre assieme a mio fratello, ho lasciato quasi incoscientemente le mie prime traccie sulla neve fresca .

A sedici anni ho iniziato ad arrampicare, mi sono profondamente innamorato di questo sport, gli ho dedicato tutto il mio tempo libero e purtroppo ho abbandonato lo sci.

Salvo qualche sporadica giornata sugli sci negli anni, non ho più sciato fino all’inverno 2012/13. Ho comprato un paio di sci nuovi, attacco da freeride, pelli di foca, scarponi e tutto il kit per fare dello ski-alp.

Con questi sci moderni belli larghi e potenti c’è stato subito del feeling e immediatamente mi sono riappassionato allo sci e alle sciate in neve fresca.

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Dopo la faticosa salita finalmente posso godere della bella powder scendendo dalla cima di Terrarossa subito prima di entrare nel canalone Huda Paliza – pic by Leocom

Sono uno ski-alper in erba con tante sciate da sogno nel cassetto visto che praticamente le ho ancora tutte da fare! Una di queste, di cui ho sempre sentito parlare, è proprio la discesa del Canalone Huda Paliza che da pochi metri sotto la Cima di Terrarossa si inabissa fin giù nella Spragna in un’ambiente maestoso e imponente.

L’Huda Paliza è una discesa mitica, a detta di molti una tra le più remunerative delle Alpi Giulie. Una discesa con pendenza costante di 40-45° e un breve tratto iniziale sui 50° e più o meno impegnativa a seconda dell’innevamento e delle condizioni del manto nevoso. Il dislivello in discesa è di circa 1400m, dalla cima di Terrarossa, 1420m a Malga Saisera 1004m, di cui ben 900m di solo canalone principale. Insomma una vera goduria!

L’anno scorso ho mancato l’occasione di sciarlo rinunciando per andare ad arrampicare ma quest’anno non volevo assolutamente lasciarmelo scappare.

Ho avuto la fortuna di sciarlo ben due volte, la prima il 20 Febbraio assieme a Leo e Rebecca, tutto in powder e la seconda il 19 Marzo assieme a Silvia e Stefano su neve trasformata.

Entrambe le volte siamo saliti da Sella Nevea con partenza alle 5 del mattino salendo verso la Forca del Palone per poi imboccare un canalino sulla dx che conduce ai pendii sommitali della Cima di Terrarossa. La prima volta abbiamo dovuto batter traccia nella neve polverosa fino in cima ed è stato faticoso, la seconda ho calzato i ramponi già da metà Palone, molto meno faticoso ma fisicamente mi ha distrutto comunque causa influenza in atto…

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Silvia sul ripido e esposto pendio verso la Cima di Terrarossa

In entrambi i casi la salita da Sella si è rivelata la scelta giusta perchè, la prima volta sprofondavamo nella neve fino alla pancia e salire dalla Spragna sarebbe stato epico e avremmo rovinato il canale con le nostre traccie mentre la seconda volta con la neve dura è stato veloce, sicuro, con meno dislivello e più fresco che farlo dalla Val Saisera.

Il venti di Febbraio probabilmente siamo stati i primi quest’anno ad affacciarci all’imbocco del canale e siamo impazziti di gioia quando abbiamo visto che era perfettamente sciabile anche il primo ripido tratto e il manto nevoso sembrava stabile. Abbiamo smussato a racchettate la cornice e Leo è entrato per primo nel Canale. Il vento soffiava fortissimo e costante in direzione del canale, la visibilità non era delle migliori. Leo piazza alcune curve saltate e gioioso si ferma circa 80m più in basso ad aspettare noi. Salto dentro io, è ripido e c’è tanta neve, prendo coraggio, faccio la prima curva poi le altre vengono da sole. Ci raggiunge Rebecca in scioltezza. Siamo contenti e immediatamente ripartiamo curvando e gridando in questo incredibile paese dei balocchi per freerider. Alla fine del canalone optiamo di risalire verso il bivacco Mazzeni perchè non eravamo sicuri che il canyon delle cascate di ghiaccio fosse perfettamente percorribile. Risaliamo lo spallone in ambiente da fiaba con la powder più bella e secca che io ho visto. Lasciare in seguito la mia traccia in discesa è stato ancora meglio!IMG-20160319-WA0054

Sabato scorso le condizioni erano completamente diverse. Niente vento in forcella, sole splendente e azzurro a perdita d’occhio. Neve trasformata, a tratti polverella o neve dura e compatta ma pur sempre una discesa incredibile! Nella sezione centrale era come sciare su un tavolo da biliardo e abbiamo potuto far correre adeguatamente le nostre assi. Questa volta abbiamo sciato lo stretto e suggestivo canyon delle cascate ed è stato davvero suggestivo.

Sicuramente consiglio questa gita ma certamente va affrontata in condizioni di neve sicure e con un’adeguata preparazione.

Ringrazio i compagni con i quali ho trascorso le due bellissime giornate di Huda, mi sono divertito un mondo!  Grande Leo romboss, Rebecca, Stefano e la super Silvia!

Link al video realizzato da Stefano Roiatti: Canalone Huda Paliza – Alpi Giulie – 19-03-2016

Un grande progetto su roccia ma anche voglia di polvere…

Dopo un autunno trascorso a attrezzare e scalare nuove linee in Coazia ho dovuto porre freno al quasi irresistibile richiamo delle rocce vergini per convogliare tutte le energie nel tentativo di salire una nuova via, una linea chiodata da me qualche anno fa e mai provata.

Ai primi di dicembre ho trascorso una bellissima settimana di scalata in compagnia di amici super motivati e ho iniziato il lungo processo che mi ha portato di volta in volta a trovare tutte le sequenze a me congeniali per risolvere quel delicato rebus di appigli e appoggi in forte strapiombo…

Poco prima di natale ho avvertito buone sensazioni sulla via e mi sono sentito abbastanza vicino alla salita ma purtroppo, nonostante la mia determinazione, non sono ancora riuscito a chiudere i conti.
Arrampicare al limite è un processo duro con delle variabili, alcune gestibili come lo stato di forma, la strategia… e altre imprevedibili tipo la meteo, gli infortuni e via dicendo…l’apice di questo percorso è la realizzazione. Tanto tempo e energie per una sola via, un pezzo di roccia di pochi metri ma un importantissimo traguardo personale.

Durante un tentativo in una fredda e umida giornata ai primi di Gennaio ho avvertito un dolore alla spalla destra. Nei giorni successivi il braccio non sembra migliorare e decido di prendere una pausa dalla scalata.
Contestualmente, anche se in quota, inizia a fioccare! Io e il Mose sciamo tre giorni di fila a Casera Razzo, polvere, belle giornate e sempre prime traccie. Prendo qualche giorno di riposo e scio altre due volte, una a Sella e di nuovo a Casera Razzo. Sciare con bella neve mi piace davvero molto ed è l’unica attività che riesco a praticare senza rimpiangere di non essere a scalare…

Domenica scorsa provo di nuovo ad arrampicare, vado a Gemona in compagnia di mio fratello e del Cama, il braccio duole ancora un po’ ma sembra in via di guarigione. Lunedì ritorno in Croazia e timidamente rimetto le mani sul progetto. Inaspettatamente faccio due buoni tentativi e riacquisto un po’ di sicurezza. Ieri ho tentato il colpaccio dopo aver assistito alla terza ripetizione di The Core 8c+ da parte di Sbisi. Scalo super motivato e raggiungo in continuità il punto più alto di sempre ma non controllo bene un movimento dinamico e cado…riprendo a scalare e vado in sosta…il miglior tentativo di sempre. A questo punto spero solo che il “sistema” resista e di avere un po’ di fortuna!