DUE GIORNI SU DUE GRANDI VIE

I primi giorni di Agosto ho trascorso quattro bellissime giornate facendo trekking su un tratto dell’Alta Via 1 e più precisamente dal Passo Duran al Passo Giau. La prima serata al Rif. Vazzoler ci ha raggiunti Letizia, feltrina, mountain runner e grande appassionata di montagna. Insieme abbiamo fatto da ”modelli” per il capo spedizione Mr. Eddie Gianelloni camminando, correndo e vivendo intensamente ogni istante trascorso in luoghi incantevoli. Ne sono uscito arricchito e riposato, camminando ai piedi delle pareti ho potuto ammirare con calma alcune tra le più belle e ricche di storia delle Dolomiti, sognare di salirle è stato logica e scontata conseguenza.

Eddi, Letizia e la Nord Ovest

Eddi, Letizia e la Nord Ovest

Durante il trekking ricevo via messaggio l’invito ad aggregarmi a un gruppo di amici motivati a salire Capitan Sky Hook sulla Nord Ovest del Civetta. Accetto all’istante.

CHIMERA VERTICALE – 600m + zoccolo IX max CIVETTA PARETE NORD OVEST – PUNTA CIVETTA

Martedì 4 Agosto verso ora di pranzo arriviamo al traguardo di Passo Giau, pranziamo, brindiamo ai giorni trascorsi insieme e rientriamo al Duran per recuperare il mio mezzo. Eddie rientra a casa dalla famiglia, Letizia anche per motivi di lavoro e Io vado a Laste per placare la mia fame di roccia dopo un bel po’ di giorni di inattività. Sensazioni buone ma un temporale imprevisto ci spedisce a casa. Raggiungo alla Murada due dei miei compagni di avventura, Davide e Leo romboss, facciamo serata e pianifichiamo alcuni dettagli.

Mercoledì 5 pranziamo con calma, prepariamo il materiale e verso le quattro io e Davide ci incamminiamo dai Piani di Pezze verso il Rif. Tissi. La giornata è calda e stupenda, siamo un po’ carichi ma in due ore arriviamo al Tissi in tempo per godere di uno dei tramonti più suggestivi che si possano immaginare, quello sulla Nord Ovest del Civetta.

Tramonto sulla Nord Ovest

Tramonto sulla Nord Ovest

Finalmente verso le nove arrivano anche Leo e Fabrizio, iniziamo a pianificare per l’indomani.

Io e Davide avevamo binocolato a lungo la parete cercando di capire dove passasse esattamente Capitan in quanto la parte alta della parete era solcata da evidenti colate nere…avevamo guardato bene anche la linea di Chimera Verticale, più a sinistra di Capitan, sul pilastro di Punta Civetta. Questa di sicuro sembrava asciutta. Discutiamo con gli altri e decidiamo per Chimera, la grande avventura inizia!

Davide all'alba all'attacco di Chimera

Davide all’alba all’attacco di Chimera

Giovedì sveglia alle 3.45,colazione, avvicinamento, 300m di zoccolo, verso le sei e mezza attacchiamo la parete vera e propria. Prima partono Leo e Fabrizio, Davide e Io a seguire. Io e Davide decidiamo di dividerci equamente i tiri della via, a lui la prima parte, a me la seconda. Davide conduce tutta la prima parte con gran sicurezza e classe, la roccia non è sempre bella, bisogna proteggersi adeguatamente e spesso arrampicare “leggeri” sui tratti malsicuri. La via si rivela piuttosto fisica e stancante.

Recupero Davide dalla sosta di L9 - IX

Recupero Davide dalla sosta di L9 – IX

A L8 passo avanti io, non vedevo l’ora! Sono preso dall’arrampicata e ad un tratto sento un “vengo…” Davide da sotto mi comunica che Leo ha fatto un bel volo in uscita del tiro più duro della via…peccato…ma almeno il buon chiodo ha tenuto! Quando raggiungo la sosta Fabrizio è già a metà tiro, recupero Davide e attendiamo che gli altri riprendano un po’ di quota. Tocca a me, inizio a salire sulla destra un tratto facile, prima del duro piazzo delle ottime protezioni e entro nella placca traversando verso sinistra. Due chiodi proteggono questa delicata parte centrale, mi alzo su buone prese fin sotto il tetto dove piazzo un buon friend rosso e passo il chiodo poco in alto. Decontraggo un po’ poi parto, arrampico bene, super attento al posizionamento dei piedi, esco dal tetto, stringo un paio di prese e mi alzo fino a quella buona, resto calmo, passo un chiodino aggiunto (e lasciato) dai mie predecessori e dopo qualche passaggio arrivo in sosta! Fabrizio intanto è impegnato sul tiro successivo di VIII+ leggermente strapiombante e fisico. Iniziamo a rallentare… Appena i nostri compagni si alzano un po’ Davide mi raggiunge agevolmente in sosta e parto su L10, passo senza troppi problemi una difficile sequenza fisica e molto tecnica vista la carenza di appoggi, anche questo è fatto. Lo stesso schema seguirà anche sui due tiri successivi, piccante traverso di uscita su L12 un po’ esposto poi è il momento di L13. Parte Leo ma è stanco, purtroppo sul passo duro non riesce a passare e si fa calare in sosta. Passo avanti io, la pressione sale e il tempo stringe, questo è quello che provo… Fortunatamente io sto bene e non mi sento particolarmente stanco, scalo veloce fino al tratto chiave, decontraggo un attimo poi parto deciso sulla sequenza. Dopo un primo passo duro segue una parte molto tecnica su brutte prese “storte” e appoggi svasi, due chiodi ravvicinati proteggono quest’ultima sequenza subito prima della sosta. Grazie ai miei compagni che mi danno la carica passo deciso e in breve sono in sosta. Recupero Fabrizio. Siamo al limite, è tardi, appena arriva riparto su L14 un buon VIII di 45m. Tiro imperiale, tutto a friend, da “andare” e con un tratto bello fisico in uscita. Oggi è la mia giornata, scalo bene, verso la fine sono un po’ stanco ma resto calmo e super felice raggiungo la sosta dell’ultimo tiro! Credo siano state le nove di sera. Gli altri compagni seguono a ruota, le frontali fanno il loro ingresso in campo.

L’ultimo tiro di V+ lo facciamo completamente al buio ma è una pura formalità rispetto al resto della via. Verso le 23 siamo in vetta! Impacchettiamo la nostra attrezzatura e cerchiamo come scendere…nessuno aveva guardato la discesa hahaha… Troviamo una sosta che sembra di calata, dalla mia connessione internet ne abbiamo la conferma. Calata di 30m e siamo fuori. Percorriamo un tratto della ferrata degli alleghesi verso monte poi tagliamo a sinistra verso il rifugio Torrani al quale arriviamo all’1, ci diamo la mano a vicenda felici di aver vissuto una grande avventura che difficilmente scorderemo. Un po’ stanchi ci infiliamo nella camerata e finalmente dormiamo.

Leo - romboss - appena svegliati al Torrani

Leo – romboss – appena svegliati al Torrani

L’indomani facciamo conoscenza con il mitico e simpatico Venturino De Bona, gestore del rifugio e forte alpinista, verso le nove prendiamo il caffè e poco prima della dieci spazzoliamo un bel piatto di spaghetti, una birra da mezzo e una grappa! Tutta la notte avevo sognato questo momento!

Prendiamo la via normale e piacevolmente dopo circa tre ore rientriamo ai Piani di Pezzè.

Che avventura! Una gran via su una parete mitica, insieme a dei compagni fantastici, what’s more?

Festeggiamo con la Lasko

Festeggiamo con la Lasko

SPECCHIO DI SARA – 500m 7c max MARMOLADA – PARETE SUD

Lo Specchio, la parete dei sogni, Specchio di Sara la via dei sogni. A fine luglio ricevo un messaggio da Daniele De Candido “Deca”: venerdì specchio? Uomo di poche parole il Deca, conciso ed efficacie. Rispondo di sì e il bello è che stavo pensando alla stessa cosa!

Ci incontriamo a Longarone giovedì 30 Luglio per gli ultimi acquisti del caso e partiamo per Malga Ciapela.

La notte piove, sveglia alle 5, alle 8 siamo all’attacco, la parete è un muro d’acqua. L’idea di venire a provare una via del genere mi aveva fatto riflettere parecchio i giorni precedenti ma una volta ai piedi di questo imponente muro tutte le paure svaniscono per lasciare spazio alla voglia di scalare su quella placca da sogno. Attendiamo un paio d’ore ma alcuni tratti di specchio sono ancora bagnati e forse è un po’ tardi per attaccare…optiamo per la via a fianco, decisamente più asciutta, Coitus Interruptus. Questa via è un tentativo di Larcher di aprire una via indipendente a sinistra di Specchio ma interrotto alla quarta lunghezza in quanto sembra interferisse con il vicino progetto di apertura del Minotauro. Al quarto tiro di Coitus si è a pochi metri dalla sosta di Specchio di Sara, dove inizia la parte dura della via.

In partenza del tiro duro di Coitus

In partenza del tiro duro di Coitus Foto Daniele De Candido

Io e il Deca saliamo Coitus a comando alternato, parte lui primo.

Sono molto felice di aver salito a vista L4 di Coitus, sulla carta 7c+/8a, una tra i più bei tiri di corda che ho arrampicato nella mia vita. Roccia commovente, solidissima, lavorata e molto aderente, fantastico! Una volta in sosta mi faccio calare così anche il Deca prova da primo, purtroppo sul passo chiave posiziona male un piede e scivola vanificando la salita in flash. Ci ritroviamo di nuovo in sosta ma questa volta in cima a L4, il muro sopra di noi ci incanta come un canto di sirene ma decidiamo di rinunciare per ritornare successivamente sullo specchio dalla sua partenza originale. Ci caliamo e in breve rientriamo all’auto. Giornata salvata e bell’assaggio di parete!

La seconda di Agosto il tempo è incredibilmente stabile e fissiamo il giorno del tentativo per giovedì 13 Agosto. Il Mercoledì io e Sbisi lo passiamo in relax attendendo l’arrivo di Leo che da Trieste ci raggiunge nel pomeriggio e del Deca che arriva giusto per la cena.

Siamo carichi, motivati ma anche un po’ pensierosi perchè non sappiamo quali insidie ci riserverà lo Specchio. Innaffiamo i pensieri con del buon vino e spazzoliamo voracemente l’abbondante cena, impostiamo la sveglia alle cinque.

Sui ripidi prati salendo verso lo Specchio

Sui ripidi prati salendo verso lo Specchio

Le luci dell’alba accompagnano la nostra salita sui ripidi prati che da sotto Serauta percorriamo obliquando a sinistra fin sotto il muro dello Specchio. Dopo una breve sosta organizziamo il materiale e attacchiamo la parete. Parto io, il Deca mi segue, saliremo a comando alternato fino ai tiri duri. L’altra cordata è composta da Leo e Sbisi.

La prima parte di Specchio, ossia fino alla partenza del primo tiro duro, è un piccolo viaggio all’interno della parete. L’itinerario sale prima verticalmente poi traversa molto a destra, sale di nuovo per poi traversare a sinistra fin sotto uno strapiombo grigio, la logica è dettata dalla morfologia della roccia, si sfruttano i punti deboli della parete per guadagnare metri. Più si sale più la roccia migliora, sempre bella, solida, proteggibile, scalabile in sicurezza.

Io e il Deca su L6

Io e il Deca su L6 – Foto Leocom Leonardo Comelli

L8 è il primo tiro duro, 7c, protetto a spit sul duro poi da integrare per il morale e da scalare tranquilli per raggiungere il punto di sosta. Mi alzo dalla sosta e alle prime tacche piccole sono costretto a investire parecchie energie per riuscire a controllare i movimenti, il sole cocente ha scaldato la roccia scura, reso gli appigli scivolosi e lessato i piedi nelle scarpette. Continuo ad arrampicare ma ad un certo punto mi blocco di fronte a una sequenza che istintivamente non riesco a decifrare. Faccio avanti e indietro un po’ di volte ma le prese scivolano e non sono per nulla convinto della sequenza che tento di eseguire. Nel frattempo ho perso la sensibilità dei piedi, li metto sugli appoggi e mi fido solo perché non ho alternative. Questa salita conta tanto per me, sarebbe un sogno passare a vista quindi non voglio cadere. Dopo svariati tentativi trovo una presa per la mano sinistra, decido di osare, alzo un piede, alzo l’altro, le prese che ho in mano decisamente scivolano benché strizzate a dovere, il bacino si stacca dalla parete e goffamente cado. Sono molto dispiaciuto e arrabbiato, bloccato da un passo neanche particolarmente duro, che delusione… Riprendo a scalare. Dopo questo tratto verticale e leggermente strapiombante, la parete diventa meno ripida e l’arrampicata molto tecnica e non sempre proteggibile. La roccia è spaziale, super aderente, si arrampica lontano dalle protezioni cercando la linea di salita, basta stare tranquilli e mettere bene i piedi, peccato che i miei sono esplosi dal caldo. Affrontare questo tratto non è stato facile in quelle condizioni ma in ogni caso raggiungo le prese buone e la sosta, finalmente tolgo le scarpette! Daniele sale rapido e pulito questo bellissimo tiro, mi raggiunge in sosta.

Sbisi in uscita di L8

Sbisi in uscita di L8 – Foto Daniele De Candido

Mi passa il materiale e riparto su L9, sempre 7c anche se ci erano giunte voci che fosse leggermente più duro del precedente. La prima parte non è difficile poi uno strapiombetto sembra riservare delle belle sequenze. Mi impegno al massimo, provo e riprovo, decido cosa fare e parto deciso, passo, decontraggo nuovamente, parto per la sequenza successiva e a fatica mi ritrovo su terreno più appigliato sopra le difficoltà. Non facile! Ora il copione d’uscita è lo stesso del tiro precedente, un viaggio nella fantastica placca fino in sosta. Felice recupero Daniele che questa volta purtroppo si deve fermare sulla sequenza dura ma si sa che da secondi si è molto meno motivati che da primi!

Nel frattempo Sbisi aveva preso il comando della cordata inseguitrice e aveva salito a vista L8, ha la possibilità di portare a casa un bel risultato se non sbaglia L9.

Riprendo ad arrampicare e attacco L10, un 7b su roccia da sogno! Raggiungo la sosta senza troppe difficoltà anche se perdendo tempo causa un paio di errori di interpretazione della linea di salita, che tiro ragazzi!

Roccia da sogno!

Roccia da sogno! – Foto Daniele De Candido

A un certo punto sotto di noi sento un “Leo vengo”…poi niente…poi urla…anche per Sbisi sfuma la possibilità della salita a vista. Davvero un peccato.

Deca sul 7a+

Il Deca si diverte scalando la commovente roccia dello Specchio

Deca parte su L11, un bellissimo 7a+ di 40m che conduce felicemente a una comoda sosta su cengia, scala con sicurezza e eleganza, senza problemi raggiunge la sosta, parto io.

I tiri successivi li affrontiamo di nuovo a comando alternato ma ormai le difficoltà sono sotto ai nostri piedi! Un bellissimo 6a+ di 45m poi un 6b+ in fessura con stupenda uscita in placca e infine un facile V+ ci porta in cengia, l’ultima sosta della nostra avventura sullo Specchio.

Scatto qualche foto, tramonto spettacolare sulla Nord Ovest del Civetta, oltre la cengia la parte alta della parete attira la nostra attenzione perchè a tratti la roccia sembra magnifica, sistemiamo la sosta e iniziamo le calate in corda doppia.

Luci del tramonto sulla Nord Ovest Del Civetta

Luci del tramonto sulla Nord Ovest Del Civetta

I nostri compagni stanno salendo la penultima lunghezza, li salutiamo e riprendiamo a scendere. Cinque doppie e tocchiamo terra, guardo il Deca, ci stringiamo la mano, anche questa xe fatta e che via!

Attendiamo i nostri compagni. L’oscurità ci avvolge, dalla parete giungono voci e le luci delle frontali. Toccano terra, ci diamo la mano a vicenda felici.

Infiliamo l’attrezzatura nei sacchi e iniziamo a scendere. Commettiamo qualche errore e il terreno a tratti difficile nella prima parte ci stressa un pochino poi tutto passa e in un’oretta raggiungiamo le auto. Brindisi di rito e cena a base di torta del Deca!

Salutiamo il fenomeno che rientra a casa dalla famiglia e ci trasferiamo alla Murada, la notte è giovane e bisogna assolutamente festeggiare la bellissima giornata trascorsa insieme su una parete da sogno.

Ringrazio i miei super compagni di avventura per l’ottima compagnia e in particolare il Deca per aver scelto di legarsi con me su una parete del genere. Grazie!

A presto!

Io, il Deca e la roccia della Marmolada

Io, il Deca e la roccia della Marmolada – Foto Leocom – Leonardo Comelli

GALLERIA – ALTA VIA 1

GALLERIA CHIMERA VERTICALE

GALLERIA SPECCHIO DI SARA

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