TRE GIORNI IN PAKLENICA

Non so per quale motivo, ma l’idea di andare in Paklenica non mi ha mai attirato più di tanto…questa volta però, una serie di circostanze favorevoli mi hanno convinto a partire.

Venerdì 30 Maggio dopo lavoro mi metto in viaggio, recupero Berto a Basovizza e via verso la costa Dalmata! Un vento fortissimo accompagna tutta la parte finale del viaggio, verso le undici e mezza parcheggiamo il mezzo da Dinko a Paklenica. I nostri amici ci accolgono super entusiasti, siamo tutti ”gasati” e loro sono già discretamente avanti con la bevanda hihihi! In breve ci trasferiamo in riva al mare e posteggiamo i due furgoni proprio a pochi metri dall’acqua, musica a palla, drink di benvenuto e pastasciutta di mezzanotte.

Svegliarsi la mattina con il sole e in riva al mare è davvero bello, meno è dover combattere con un sonno tremendo… Di buon ora entriamo nel canyon, la fresca brezza mattutina scende nella gola dall’entroterra rendendo l’atmosfera frizzante e ideale per raggiungere l’attacco delle vie. Il team è compostao da tre cordate da due, Io e Berto, Sbisi con Leo e il Mose con Marco.

Adriatic sea - Paklenica NP

Adriatic sea – Paklenica NP

La parete dell’Anica Kuk è davvero imponente, alta trecento metri e abbastanza larga da essere percorsa da centinaia di vie, un blocco enorme di calcare dalla qualità impeccabile e davvero imponente. Giunti alla base della parte centrale della parete ci salutiamo dandoci appuntamento da Dinko per la cena. Io e Berto saliamo ancora un po’ fino sotto la verticale dell’immane strapiombo da dove parte la mitica Spider. Partiamo a razzo e in breve saliamo i primi tre tiri raggiungendo la base dello strapiombo. A questo punto nella mia mente si materializza l’idea dell’avere coscienza della linea da seguire…confido nel mio compagno quale veterano della parete, piccoli dubbi ci assalgono ma la mia fame di roccia rompe ogni indugio e parto deciso verso la linea di spit che corre sul filo del pilastro strapiombante. La relazione è rimasta al bar ma ripensando alla sequenza dei tiri quello su cui mi stò ingaggiando dovrebbe essere un 7a… Rinvio un paio di spit e ho già fatto avanti e indietro un paio di volte, nessun dubbio mi assale, mi concentro, visualizzo la sequenza che ho in mente e parto. Pinzo, strizzo, arcuo e tallono, passo il rinvio ma mentre prendo corda per rinviare mi parte il tallone e volo a testa in giù arrivando poco sopra la sosta…mi incazzo e inizio ad avere dei dubbi. La tacca a due dita di sinistro mi ha bloccato la circolazione all’indice, attendo qualche minuto e poi riprendo a salire, rifaccio la sequenza, passo la corda nel rinvio e continuo. Parlo con me stesso ripetendomi “non mi tengo un c…., Leo questo tiro lo ha fatto a vista…!”…a fatica raggiungo il quarto spit e sono di ghisa. Cerco di recuperare le energie, il prossimo spit è lontano e non vedo sti grandi appigli. Attacco ala sequenza, provo e scendo un paio di volte tanto per, in gergo, “tirarmi nero”. Poi tento e ovviamente volo. Riprovo ancora un paio di volte ma finalmente nel mio cervello si materializza l’idea che questo tiro non può essere solo 7a.

Anica Kuk 712m

Anica Kuk 712m

In contemporanea Berto scorge altri spit più a sx…forse la via passa di là! Mi ritiro e ritorno in sosta. Non tolgo neanche le scarpette e subito attacco l’altra linea. Roccia nuova e anche un po’ sporca, un lieve dubbio ma ormai stò arrampicando e vado avanti. Passo una sequenza dura, poi un tratto facile e di nuovo la parete riprende a strapiombare. Salgo circa trenta metri obliquando a sx, l’attrito della corda mi infastidisce molto, non vedo la sosta ma solo una riga di spit, la ghisa prende il sopravvento e volo. Urla, parolacce, imprecazioni, che giornata di m….non stò attaccato e comunque anche questo tiro mi sembra ben più duro di 7a. Vedo una sosta quindici metri a sx,salgo ancora uno spit poi mi faccio calare e raggiungo il terrazzino. Recupero Berto, parliamo un po’, riflettiamo, ci guardiamo alle spalle e sul bel muro verticale a circa cinquanta metri alla nostra sinistra vediamo degli spit…forse, pensandoci bene, mi sa che Spider passa proprio di là. Ormai siamo consapevoli di essere sulla via sbagliata e addirittura siamo sicuri che le vie che abbiamo tentato non sono neppure recensite sulla guida. Buttiamo la doppia e ci caliamo. Praticamente ritorniamo alla sosta del terzo tiro ma dopo ore perse a vagare su terreno ignoto sono già le tre di pomeriggio. La mia motivazione è scesa e sono dell’idea che dovremmo ritirarci per ritentare magari il giorno dopo ma Berto è un pazzo scatenato e pieno di energie, vuole vivere la parete il più possibile e mi propone di raggiungere comunque la cima connettendo alcune vie che in parte conosce. La voglia di vetta prevale e partiamo per la nostra connection.

Berto sui primi tiri di Spider

Berto sui primi tiri di Spider

Arrampichiamo su difficoltà al massimo di 7a con la parte finale veramente plasir dove corriamo e in circa due ore siamo in cima. La luce del tramonto sul mare è uno spettacolo indimenticabile, lo sguardo corre all’orizzonte valorizzando luci, ombre, colori e morfologia di questo paesaggio incontaminato, sono felice di essere qui.

First time on Anica Kuk

First time on Anica Kuk

La mente corre ai nostri compagni, li chiamiamo al telefono ma non rispondono, pensiamo che vista l’ora sicuramente saranno già sul sentiero del ritorno e di conseguenza io e Berto partiamo correndo. Al grido di “freeride” voliamo in discesa e a tempo di record siamo al furgone e dopo poco da Dinko. Troviamo il Mose e Marco ma Leo e Sbisi sono ancora in parete! E noi che pensavamo di essere gli ultimi….Dopo circa mezzora Marco parte per andare a recuperare i nostri amici. Quando poi ci ritroviamo tutti insieme, l’energia della serata esplode, ognuno ha la sua storia da raccontare, mangiamo dell’ottimo pesce e annaffiamo il tutto con del sincero vinello, una gran serata! A noi climber basta davvero poco per essere super felici. A un certo punto finalmente andiamo anche a dormire. Per la cronaca scopriamo che i due tentativi fatti sullo strapiombo sono entrambi dei progetti e che addirittura il grado del primo tiro tentato sul filo dello spigolo si aggira sull’8a+ o 8b….alla faccia del 7a!!!

La sveglia del day 2 non è estrema ma la stanchezza si fa sentire. Sbisi e Leo decidono di riposare, noi quattro no.

Canyon of Paklenica from the seaside

Canyon of Paklenica from the seaside

Con la calma Io e Berto attacchiamo Rumeni Strah, una via di 350m fino al 7c che corre a sx di Spider. I primi tiri sono in comune con un’altra via, la dura parte centrale è indipendente e si esce su una via classica con spit solo alle soste. Ovviamente io e il mio socio, non avendo più di tanto studiato la guida, partiamo solo coi rinvii e un golfaro femmina M10 (si sa mai che manchi una placchetta e reduci dall’esperienza del giorno prima…). I primi tiri non sono particolarmente difficili ma in qualche posto gli spit sono un tantino lontani. La parte centrale della via è stupenda e chiodata forse anche troppo, salgo il bellissimo7c a vista e recupero Berto. Ora siamo sulla classica, è facile ma un paio di protezioni vanno comunque piazzate, si sa mai. Qualche vecchio chiodo e la fantasia dell’arrangiarsi con sassi e il golfaro usati come nut, ci permettono di affrontare un paio di lunghezze in sicurezza. Gli ultimi tiri li avevamo fatti già ieri, corriamo in vetta e festeggiamo la bellissima salita.

Climbing on Rumeni Strah

Climbing on Rumeni Strah

Ci incamminiamo, la birra ci attende e anche i nostri amici. Il copione si ripete, altra seratona da Dinko, siamo davvero un bel team.

Terzo giorno e terza via per me e Berto, ne scegliamo una più corta sui 200m fino al 7b+. Siamo stanchi ma la bellezza della roccia e dell’arrampicata riaccendono le nostre energie, per di più, sopra di noi c’è la famiglia Sterni al completo e ovviamente non vogliamo sfigurare. A parte un passetto sul tiro più duro la via è facile, bellissima da scalare e chiodata come in falesia, in un paio d’ore siamo in vetta.

Rientrati al Bar troviamo Marco e il Mose che oggi non hanno praticamente scalato, passiamo un po’ di tempo con loro ma verso le sei prendiamo la via del rientro. Il tragitto passa veloce, poco traffico e quasi sempre vista mare. Queste gite durano sempre troppo poco…

Ringrazio tutti gli amici con cui ho condiviso questa breve ma bellissima avventura, spero si ripeterla presto e magari più spesso!

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