SHORT TRIP TO BOSNIA AND BOLTING PRIVATE PARTY IN ISTRIA

Tre giorni dopo il rientro dal Verdon riparto direzione Bosnia. Mi aggrego a una banda di triestini, obiettivo scoprire nuove pareti, chiodare vie nuove e partecipare al meeting di arrampicata Pecka Rock Climbing Festival 2014.

Partiamo da Basovizza e almeno per questa volta non devo guidare, sono ospite di Leonardo Comelli alias Romboss, mente creativa e personaggio di punta del Ghey Team. Sbisi e gli altri fenomeni ci seguono a bordo del furgo.
Dopo circa 4 ore di viaggio valichiamo il confine bosniaco di Gradiška, cittadina situata nel nord della Repubblica Serba, sulla sponda destra del fiume Sava. L’impressione è di avere paradossalmente fatto in pochi metri…, un grande salto nel passato. Edifici semplici, grigi, austeri e dalla costante uniformità architettonica trasmettono un senso di tristezza e malinconia. In attesa degli altri, io e Leo ci fermiamo appena oltre il confine per uno spuntino, il cambio favorevole è sempre una bella cosa. Dopo circa un’ora trascorsa passeggiando in cerca di una banca, finalmente riprendiamo il viaggio direzione Banja Luka. Prati verdi, boschi e casette semplici spesso non intonacate, fanno da sfondo al breve tragitto. Al nostro arrivo avvisiamo i ragazzi bosniaci e, nell’attesa che ci vengano a recuperare, acquistiamo le provviste di prima necessità…birra e vino di produzione locale. Siamo ospiti della sala boulder costruita da loro all’interno di una vecchia caserma militare ora riconvertita a campus universitario. La struttura è dotata di tutti i comfort e i ragazzi non ci fanno davvero mancare niente. Dopo l’aperitivo di benvenuto ci spostiamo verso il centro città a mangiare qualcosa e terminiamo piacevolmente la serata in una birreria con musica dal vivo.

Coca cola advertisment

Coca cola advertisment

Piove, è iniziato quando siamo arrivati, non ha mai smesso e le previsioni sono catastrofiche… Il mattino dopo ci svegliamo presto ma purtroppo diluvia, posticipiamo la sveglia. Verso ora di pranzo partiamo in auto per un giro panoramico delle potenziali pareti da attrezzare. Percorriamo per chilometri la valle del fiume Vrbas spesso fermandoci ad ammirare, seppur da lontano, qualsiasi formazione rocciosa degna di nota. Sfortunatamente la pioggia insistente non permette l’accesso alle pareti e a malincuore, rientriamo al campo base. La motivazione del gruppo è alta, le pareti individuate sono molto allettanti ma la pioggia è la triste costante. Decidiamo che se l’indomani il tempo non fosse migliore, ce ne saremmo andati. L’inclemenza della perturbazione non lascia scampo, il mattino seguente il copione è sempre lo stesso, acqua a secchiate. Nei giorni successivi scopriremo dai telegiornali che l’ondata di maltempo ha insistito per giorni sulla Bosnia arrecando danni ingenti e parecchie vittime…per la cronaca, anche il Pecka Rock Climbing Festival è stato annullato.

Interessante e promettente parete...ma tanta tanta acqua!

Interessante e promettente parete…ma tanta tanta acqua!

Nel tentativo di salvare la nostra vacanza, tre erano le opzioni considerate, spostarsi in Croazia zona Spalato, opzione due Packlenica o rientro zona Fiume-Buzet. Ultima occhiata alle previsioni meteo e verso ora di pranzo partiamo direzione Istria. Precedentemente avevo proposto al team di fare una spedizione su una parete vergine zona Buzet dalla quale mi ero già calato un paio di anni fa. Ero sicuro che, unendo le forze, avremmo creato qualcosa di interessante. A Fiume non piove, è coperto e ventilato, ci dirigiamo a Medveja dove finalmente tocchiamo roccia. La sera parte del gruppo decide di rientrare a Trieste.

Climbing in Medveja - Photo by Leo Comelli

Climbing in Medveja – Photo by Leo Comelli

Io e Leo ci trasferiamo a Buzet e bivacchiamo sulla riva del fiume Mirna. Le previsioni sono buone, la motivazione alta e fortunatamente Sbisi riesce ad arruolare Berto, ora siamo quattro fanatici con tre trapani e una parete strapiombante…vamossss!

Venerdì mattina carichi come muli saliamo alla base della parete, abbiamo fame di roccia. Io e Berto attacchiamo per primi, dal basso…etici…patetici… Attacco sulla linea che avevo deciso di chiodare due anni fa e attrezzo la prima parte, fino sotto la pancia strapiombante. Mi calo un paio di spit e riprendo su terreno vergine traversando a sinistra sul facile fino a una nicchia dove allestisco la sosta e recupero Berto. Riparto, mi alzo dritto sulla verticale della sosta, piazzo due friend in mezzo a delle canne “canterine” e piazzo lo spit. A fatica guadagno metri, mi sposto ancora leggermente a sinistra nell’evidente dietro e, dopo una decina di metri, raggiungo il punto dove piazzare la futura sosta ma ora salgo ancora un po’ fino a una comoda cengia e recupero il socio. Ora passa avanti lui per l’ultimo “ravano” che ci conduce in cima alla parete. A questo punto attrezziamo le corde sulle linee precedentemente individuate e scendiamo alla base, missione compiuta! Nel frattempo Leo e Sbisi, sfruttando una facile via nuova attrezzata da ignoti e una volta raggiunta la cima, hanno iniziato a calarsi studiando meticolosamente le possibilità offerte dalla bellissima parete posta a sinistra rispetto quella attrezzata da noi. La giornata è volata, ci siamo divertiti, la parete è davvero bella e ora possiamo festeggiare. Sarà la prima delle tante serate passate in paninoteca a Buzet per ricaricare le batterie del trapano, cenare a base di “panino con tutto” e dissetarsi con birra e abbondante vino…poi alla fine…è sempre colpa di “ciuccio muccio”…Leo.
Day two e si attrezza alla grande, siamo tutti sulle corde, disgaggiamo, esploriamo, chiodiamo e spazzoliamo, sembriamo lavoratori in catena di montaggio, sistematici, seriali y fanaticos! Lavoriamo dalla mattina fino alle nove di sera, scendiamo con il buio e dopo…fiesta! Manteniamo questo ritmo per quattro giorni, nascono dieci vie nuove dal 7a in su, alcune vengono liberate altre solo timidamente provate.

Beautiful colors just before a storm - Photo by Leo Comelli

Beautiful colors just before a storm – Photo by Leo Comelli

Alla sera del quarto giorno siamo a pezzi, indolenziti, senza pelle, con le vesciche ai fianchi dovute all’imbrago ma davvero soddisfatti del lavoro fatto e del potenziale futuro. Condividere queste giornate con dei ragazzi fantastici è stato estremamente divertente, produttivo e inaspettato, quattro selvaggi all’opera nel loro habitat naturale, un grande show! Avreste dovuto esserci… Ringrazio tutti i miei compagni di avventura e gli amici bosniaci per la calorosa ospitalità. Ciao e alla prossima!

Video of these days by Alberto Giassi, pictures and video by Leo Comelli, thank you guys!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...