LIBERI DI SCEGLIERE – Presentazione in anteprima del video realizzato sulla via e slideshow

Presentazione in anteprima del video realizzato sulla via e slideshow

Finalmente ci siamo! Era da tempo che sognavo di poter organizzare una serata per raccontare e condividere le mie grandi passioni, l’arrampicata, la montagna e i viaggi. Stiamo ultimando i preparativi…speriamo bene!

Quelli appena trascorsi sono stati per me due anni ricchi di avvenimenti belli e brutti, di cambiamenti positivi ma rischiosi e di scelte non sempre facili. Ho avuto la fortuna di poter viaggiare parecchio e di incontrare molte persone sul mio cammino. Ho potuto vivere intensamente a contatto con la natura, ogni giorno all’aria aperta e in posti stupendi dove altrimenti mi sarei potuto fermare solo per pochi giorni di vacanza. In queste condizioni sono maturate anche grandi amicizie, una fra tutte quella con Gabriele. Sebbene con caratteri diversi, ci accomuna la grande passione per la scalata, per il gesto, per l’etica e per i valori che emergono vivendo intensamente certe avventure.

Fondamentale è stata anche l’energia, la freschezza e “la voglia di fare tutto” che mi hanno trasmesso alcuni membri autorevoli del “gheyteam”, un gruppo di ragazzi splendidi, fanatici del “vivere la vita”, con i quali nell’ultimo anno ho condiviso bei momenti. Insieme siamo riusciti a iniziare alcuni progetti in arrampicata e a raccogliere preziosissimo materiale fotografico e video.

La scorsa estate io e Gabriele abbiamo aperto una via nuova attrezzata a fix sulla parete Ovest del Monte Robon, Alpi Giulie. Per noi è stato un bel cantiere, un ulteriore modo di rafforzare la nostra amicizia. E’ nata una bella via, su roccia fantastica, di un certo impegno e direi in sintonia con le altre mitiche vie aperte sulla stessa parete da nomi importanti quali Sterni e Svab.

L’idea della serata si è concretizzata quando grazie al volontariato di Leonardo Comelli, Alberto Giassi e Luka Fonda, siamo riusciti a raccogliere sufficiente materiale per montare un video sulla via in questione. Complice uno sfortunato infortunio sul lavoro che lo ha costretto a una lunga pausa dall’arrampicata, Alberto si è dedicato giorno e notte all’editing del video per poi solo alla fine passarlo al guru Andrea Padoan per la rifinitura finale.

E’ nato un cortometraggio della durata di circa 25 minuti nel quale raccontiamo alcune fasi dell’apertura della via per poi lasciare spazio alle immagini, alla musica e al suono del vento che ci ha spesso accompagnati in questa avventura regalandoci intensi momenti di raffinato equilibrio psicofisico e forti emozioni.

Oltre alla proiezione del video abbiamo preparato uno slideshow che in qualche modo ripercorre cronologicamente il nostro ultimo anno e mezzo di viaggi e arrampicate, pensiamo sia un’ulteriore occasione per trascorrere piacevolmente alcuni minuti insieme a noi, alla nostra passione e ai nostri sogni.

Vi aspettiamo numerosi!!

La serata si terrà Venerdì 17 Aprile alle 20.30 presso la palestra di arrampicata Gravità Zero in Via Alle Cave 55, Trieste.

Ultimi movimenti di uscita sul mio progetto

Un grande progetto su roccia ma anche voglia di polvere…

Dopo un autunno trascorso a attrezzare e scalare nuove linee in Coazia ho dovuto porre freno al quasi irresistibile richiamo delle rocce vergini per convogliare tutte le energie nel tentativo di salire una nuova via, una linea chiodata da me qualche anno fa e mai provata.

Ai primi di dicembre ho trascorso una bellissima settimana di scalata in compagnia di amici super motivati e ho iniziato il lungo processo che mi ha portato di volta in volta a trovare tutte le sequenze a me congeniali per risolvere quel delicato rebus di appigli e appoggi in forte strapiombo…

Poco prima di natale ho avvertito buone sensazioni sulla via e mi sono sentito abbastanza vicino alla salita ma purtroppo, nonostante la mia determinazione, non sono ancora riuscito a chiudere i conti.
Arrampicare al limite è un processo duro con delle variabili, alcune gestibili come lo stato di forma, la strategia… e altre imprevedibili tipo la meteo, gli infortuni e via dicendo…l’apice di questo percorso è la realizzazione. Tanto tempo e energie per una sola via, un pezzo di roccia di pochi metri ma un importantissimo traguardo personale.

Durante un tentativo in una fredda e umida giornata ai primi di Gennaio ho avvertito un dolore alla spalla destra. Nei giorni successivi il braccio non sembra migliorare e decido di prendere una pausa dalla scalata.
Contestualmente, anche se in quota, inizia a fioccare! Io e il Mose sciamo tre giorni di fila a Casera Razzo, polvere, belle giornate e sempre prime traccie. Prendo qualche giorno di riposo e scio altre due volte, una a Sella e di nuovo a Casera Razzo. Sciare con bella neve mi piace davvero molto ed è l’unica attività che riesco a praticare senza rimpiangere di non essere a scalare…

Domenica scorsa provo di nuovo ad arrampicare, vado a Gemona in compagnia di mio fratello e del Cama, il braccio duole ancora un po’ ma sembra in via di guarigione. Lunedì ritorno in Croazia e timidamente rimetto le mani sul progetto. Inaspettatamente faccio due buoni tentativi e riacquisto un po’ di sicurezza. Ieri ho tentato il colpaccio dopo aver assistito alla terza ripetizione di The Core 8c+ da parte di Sbisi. Scalo super motivato e raggiungo in continuità il punto più alto di sempre ma non controllo bene un movimento dinamico e cado…riprendo a scalare e vado in sosta…il miglior tentativo di sempre. A questo punto spero solo che il “sistema” resista e di avere un po’ di fortuna!

Liberi di scegliere, nuova via di Andrea Polo e Gabriele Gorobey nelle Alpi Giulie

From Planetmountain.com

Sul Monte Robon nelle Alpi Giulie, Andrea Polo e Gabriele Gorobey hanno aperto Liberi di scegliere (200m, 8a/a+)

Nel corso di tre estati due fortissimi giovani climber, Andrea Polo e Gabriele Gorobey, hanno aperto Liberi di scegliere, una nuova via di 8a/a+ sul Monte Robon nelle Alpi Giulie. Una linea di 200 metri, aperta dal basso (e di cui manca per ora la salita in libera in giornata) che per la sua difficoltà e la sua bellezza si pone come nuovo punto di riferimento per le vie di più tiri in quel bellissimo e, a torto un po’ trascurato, angolo del mondo che è il Friuli Venezia Giulia.


LIBERI DI SCEGLIERE
di Andrea Polo

Ho visto per la prima volta la parete del Monte Robon circa vent’anni fa durante una gita sociale organizzata dal CAI di Udine. Ricordo una piacevole camminata come tante, impreziosita dal nitido immagine di una compatta parete di calcare grigio. Di lì a poco, compiuti i sedici anni, iniziai a frequentare un corso di alpinismo su roccia. Finalmente avevo raggiunto il tanto desiderato obiettivo, volevo a tutti i costi arrampicare!

Era il 1997, io muovevo i primi passi e il grande Marco Sterni tracciava le prime vie della parete, apertura dal basso, tutto a fix e difficoltà sostenute. Nel 2002 ebbi la fortuna di accompagnare il mio amico Cama su ”La bellezza non conosce paura”, capolavoro di Sterni con difficoltà di 7c max e 7b obblig., era la mia prima esperienza su una via di più tiri al di fuori del corso di alpinismo e la seconda volta ai piedi di questa bella parete. Riuscimmo, mi sembra, a salire solo i primi due tiri, l’arrampicata complessa e di difficile lettura decretarono la prematura fine della nostra piccola avventura.

Non ne ero pienamente consapevole ma ormai il fascino di questo luogo e la bellezza della roccia mi avevano ammaliato. Negli anni successivi ritornai molte volte per provare e ripetere le impegnative vie della parete finché ad una ad una si lasciarono tutte salire.

Dopo anni di pratica e di costante dedizione mi considero ormai un arrampicatore fanatico, cosciente dei pregi e consapevole dei difetti che, ahimè, ciò comporta. Grandi sacrifici, rinunce, scelte, compromessi, tutto ruota intorno alla scalata, a cercare di “superare il limite” e a creare qualcosa di nuovo per me e per i futuri ripetitori. Con grande motivazione e energia mi sembrava fosse giunto il momento di creare qualcosa di nuovo, una salita all’altezza delle vie già tracciate ma con uno sguardo rivolto al futuro e a nuove difficoltà.

Fu così che nell’estate del 2010 individuai una linea che valeva la pena tentare. Quell’estate feci solo un tentativo accompagnato da Stefano Staffetta, il caldo e le difficoltà elevate fermarono la mia avventura al quarto fix del primo tiro. Per me non fu un fallimento ma solo l’inizio di un nuovo percorso. Purtroppo non è facile trovare compagni di fiducia e motivati ad accompagnarmi in parete, passano infatti due anni senza riuscire a provare nuovamente.

Finalmente nel 2012, parlando con Gabriele Gorobey (Sbisi), percepisco anche da parte sua la voglia di creare qualcosa di nuovo, gli racconto del mio progetto e gli propongo di unire le forze per tentare la nuova via. Sbisi si appassiona subito al progetto e immediatamente organizziamo un fine settimana in parete. Il primo giorno tentiamo per ore di oltrepassare il punto raggiunto da me nel primo tentativo effettuato, ma dopo innumerevoli voli gettiamo la spugna. Entrambi non vogliamo perdere la giornata e immediatamente decidiamo di raggiungere la soprastante terrazza con mughi che speriamo diventerà la partenza del nostro terzo tiro. Sfruttando una cengia e dopo un facile tiro di raccordo, in breve arriviamo sulla terrazza. Allestiamo la sosta e iniziamo ad aprire. A fine giornata siamo a buon punto e a pochi metri da dove pensiamo allestiremo la sosta successiva. Ci caliamo a notte fonda stanchi e affamati, pronti a trascorrere una bella nottata in questo posto fantastico. Il giorno dopo ultimiamo il tiro e scendiamo di nuovo alla base. Studiamo meglio la parete e individuiamo una linea che con eleganza sembra possa vincere la strapiombante parete sotto la cengia con i mughi. Ormai è tardi e scendiamo a valle. Quell’estate non siamo riusciti a ritornare sul progetto.

Nell’estate 2013 trascorriamo solo una giornata in parete per tentare nuovamente la dura partenza. Il copione è come quello dell’anno prima, non passiamo. Parliamo un po’ e consideriamo una nuova partenza, la linea individuata l’anno prima. Tentiamo subito, la scalata è impegnativa ma procediamo abbastanza veloci e saliamo fino al settimo fix. In questo punto della parete gli appigli tendono un po’ a scomparire… proviamo entrambi a lungo ma cadiamo sempre nello stesso punto e non riusciamo a fermarci per posizionare i cliff. Io e Sbisi abbiamo grande rispetto per la roccia e per le sfide che ci propone, non vogliamo forzare la chiodatura e decidiamo che per superare quel muro bisogna solo pensare a scalare. La protezione la piazzeremo più in alto dove è evidente che ci sarà modo di fermarsi. Purtroppo la giornata finisce in questo punto, ormai stanchi e con la pelle finita ci ritiriamo.

L’avventura ricomincia quest’estate, ai primi di giugno saliamo alla base della parete. Il paesaggio è irreale per la stagione, c’è neve ovunque e per partire sulla via bisogna scendere da un muro di neve alto quasi cinque metri… Parto io e salgo fino all’ultima protezione piazzata lo scorso anno. Dopo un breve riposo inizio a salire, l’aderenza è ottima e sento bene gli appigli. Faccio un paio di voli ma ho individuato una tacca che sembra tenibile. Riprendo a scalare e gridando afferro con rabbia la tacca, la stringo più che posso, alzo i piedi e con cautela faccio ancora qualche movimento fino alla presa buona, pianto un buon chiodo e tiro un sospiro di sollievo. Recupero il trapano e piazzo il primo fix del giorno. Riparto motivato fino all’ultima protezione del tiro dove Sbisi mi da il cambio e come un razzo raggiunge il punto di sosta prefissato, piazza i fix e il primo tiro è fatto! Siamo super contenti, il tiro è bellissimo e richiede grande precisione nella scalata, un vero gioiello.

Il secondo tiro è la grande incognita, la parete sopra di noi è avara di appigli e alcuni tratti sembrano proprio lisci. Potremmo aggirare il problema salendo parecchio a destra ma sarebbe molto più logico e bello vincere il compatto strapiombo grigio sopra la nostra testa. E’ il turno di Sbisi ed è super motivato a tentare la linea diretta. Tra equilibri precari e grandi bloccaggi, procede fino a posizionare il terzo fix, la roccia è fantastica. A questo punto l’intensità sale e non riusciamo a progredire ma siamo ottimisti per quello che ci aspetta il giorni dopo. Abbandoniamo tutto in parete e praticamente sciando, scendiamo a valle. La mattina dopo risaliamo la corda fissa e Sbisi riparte all’attacco. Con le braccia riposate passa subito, piazza il fix successivo e riparte per la parte finale del tiro. In questo tratto compie un vero capolavoro, scala a vista una sezione molto tecnica e difficile su roccia sporca, sbuffa, grida, lancia ma non molla e sale alto superando tutte le difficoltà. In breve raggiunge la cengia con i mughi, salgo anche io e iniziamo a festeggiare. Il secondo tiro è sotto i nostri piedi, l’incognita è stata risolta e ora la via verso l’alto è aperta!

Una settimana dopo riapriamo le danze, superiamo il terzo tiro che avevamo già aperto due anni prima e velocemente apro il quarto tiro, la lunghezza più facile e scalabile incontrata fino a questo punto. Raggiunto un buon punto di sosta siamo ora al cospetto di quello che pensiamo sarà il nostro ultimo tiro. All’inizio la parete sembra scalabile ma più in alto la roccia pare meno appigliata. La linea è logica e di là proveremo a passare. Ora tocca nuovamente a Sbisi, con gran classe scala il bellissimo muro grigio fino a piazzare il quarto fix. Dopo qualche volo riesce a passare, continua ad arrampicare su un tratto più facile, si muove con gran sicurezza e sale parecchi metri sopra l’ultima protezione, raggiunge delle ottime prese e piazza l’ultimo fix del giorno. Oggi è stata una giornata molto produttiva, ormai è tardi e felici scendiamo.

Sabato 5 Luglio è il giorno decisivo. A questo punto è una lotta tra Sbisi e la parete. Piazza subito un fix fuori dallo strapiombo per proteggere in sicurezza un’eventuale caduta. Oggi è con noi anche il nostro amico Leonardo Comelli, è venuto a farci le foto durante l’apertura. Siamo un bel team ed è molto motivante. Dopo un paio di voli per ripulire gli appigli Sbisi riesce a passare e a piazzare la protezione successiva. Ora è di nuovo il mio turno, salgo gli ultimi stupendi quindici metri di via e raggiungo una comoda nicchia dove piazzo la sosta, la nostra via finisce qui. Dopo svariati sforzi siamo riusciti a terminare il nostro progetto, un percorso che si chiude e che ora lascia spazio al solo piacere della scalata.

E’ la nostra prima esperienza di apertura in montagna e siamo davvero contenti del risultato. Le lunghe giornate trascorse insieme in parete non ci sono mai pesate, ci sentivamo “parte dell’ambiente” e insieme ce l’abbiamo fatta. Aprire questa via è stato un grande impegno anche perché volevamo creare qualcosa di nuovo degno della bellezza di questo luogo e in linea con le altre vie della parete. Speriamo nel riscontro positivo dei futuri ripetitori.

Il 19 Luglio siamo ritornati in parete per fare delle foto e riprese video. Abbiamo liberato subito i primi due tiri. Purtroppo a causa della meteo inclemente e di impegni vari sono riuscito a ritornare in parete solo il 30 Agosto in compagnia di Alberto dal Maso. Ho scalato il primo tiro superando lunghi tratti bagnati con grande dispendio di pelle e energie ma sfortunatamente a pochi metri dalla sosta sono scivolato e ho concluso il tentativo penzolando sulla corda. Visto le brutte condizioni ho preferito non rifare il tiro e concentrarmi solo nella libera del terzo e quinto tiro. Abbiamo raggiunto la cengia e a fatica sono riuscito a liberare il bellissimo e lungo terzo tiro. Il quarto è stato salito a vista da Alberto e al primo tentativo, quasi incredulo ho salito anche l’ultimo tiro. In sosta ho provato davvero una grande soddisfazione. Successivamente non siamo più riusciti a ritornare e quindi la salita integrale in libera in giornata sarà l’obiettivo del prossimo anno.

Un grandissimo ringraziamento a Sbisi, mio compagno d’avventura, senza di lui sarebbe stata un’odissea…. e agli amici che ci hanno sempre sostenuto e motivato per questo progetto, in particolare a Leo Comelli, Alberto Giassi e Luka Fonda per averci fatto le foto e le riprese video sulla via.

Liberi di scegliere… liberi di sognare, nella vita come in montagna, grazie a tutti e buona scalata!


LIBERI DI…
di Gabriele Gorobey

Mi è stato chiesto da Andrea se volessi aggiungere qualcosa al suo articolo… Lui è il preciso dei due in queste cose.
Ci sono molti aneddoti e momenti accaduti in quelle giornate, ma non è ora il momento di raccontarli. Siamo stati affiatati ed è stato magico. Andrea è una scalatore fortissimo, fanatico, preciso. E’ da molti anni che scalo con lui ma il suo modo di leggere la roccia riesce sempre a stupirmi. Il nostro legame è diventato molto forte e voglio ringraziarlo perché grazie a lui è nato tutto questo.

Che posso dire io che non è stato già detto? Be’ forse il perché io ero li… Amo la scalata a 360 gradi, è la mia vita. Il mio desiderio è sempre stato di viverla in tutte le sue forme e ricercare la polivalenza per potermi considerare un giorno un vero scalatore. Ho ripetuto vie ma era ora per me di mettermi alla prova.

Ho avuto in casa esempi di amici come Mauro Bubu Bole, Marco Sterni, Aldo Michelini, Erik Svab, Mario Cortese, Stefano Staffetta… mi hanno raccontato storie, momenti che mi facevano venire la pelle d’oca perché parlavano tutte la stessa lingua: AVVENTURA! Se pur nel nostro piccolo, proprio di questo ora avevo voglia, di percorrere nuove strade, ricordarmi che sono vivo e che il mio cuore può battere forte, sentirmi libero! E questo che ho sentito mentre attraversavo porzioni di roccia liscia lontano dall’ultima protezione, sfidando l’incertezza, appendendomi a un cliff di dubbia tenuta, sperando di farcela e lottando con tutte le mie forze…

In quei momenti di massima concentrazione accade qualcosa di strano che ci scollega dal normale senso di vita a cui siamo abituati e dalle normali paure di ogni giorno. E’ qualcosa di più sano e primitivo che si risveglia, che forse ci riconduce al vero senso della vita e che ci fa lottare per qualcosa in cui crediamo. Ogni momento è pregno di questa energia, improvvisamente riesci a respirare più a fondo del solito ed ha un altro sapore. Diventa tutto chiaro, ora so cosa devo fare, non ho altre preoccupazioni, paure inutili e infondate sul futuro, soldi, lavoro… sono io, sono lì, ora, sono vivo, e sono libero… sono libero di scegliere!

Ringrazio il mio amico Andrea, Alberto, Luka Fonda, Leo, tutti gli amici e le persone con cui riesco a condividere tutto questo! Ringrazio i miei sponsor in particolare E9, mes-italia,S.C.A.R.P.A., Fly Service e anticaduta.com.

Se pur una “piccola” realizzazione, le cose sono tanto grandi quanto il senso che noi gli vogliamo dare… Dedico la via al mio amico Francesco Bigazzi e a mia cugina Paola che prematuramente pochi mesi fa ci hanno lasciato. Due persone a cui ero molto legato e che, se pur non scalando, condividevano con me questi sentimenti. Chiudo con le ultime parole che Paola ha scritto in ospedale:

SE PER TE UN SORRISO È TUTTO
NON C’È DIFFERENZA TRA VITA O MORTE
C’È SOLO GIOIA
C’È SOLO AMORE
PER CHI LO SA CAPIRE
PER L’ANIMO PURO ED IL CUORE APERTO…
BISOGNA AVERE CORAGGIO, LANCIARSI, VIVERE
GUARDO INDIETRO E AMO TUTTO CIÒ CHE HO FATTO
GUARDO AVANTI E NE VOGLIO ANCORA
PERCHÈ PER VIVERE MI BASTA UN SORRISO
IL SOLE CHE SPLENDE
I MIEI AMICI
E UN PO’ DI MUSICA

 

New routes, first ascents, great team and good pictures!

Work in progress in Istria! I think the potential for new things is high and I’m super psyched to be part of this process. Here some nice pictures by Leonardo Comelli of one of the new routes, “American gypsy” 8b. More pics coming soon.

Photogallery on Tom et je ris, 8b+ in Verdon

Ho trascorso tutto il mese di Settembre a Parigi per lavoro e mai avrei immaginato di ritornare a breve in Verdon. Dopo un paio di settimane il lovoro era ben impostato e “dall’alto” mi comunicano che quel fine settimana potevo rientrare a casa. Immediatamente inizio a pianificare…

Pochi giorni prima Barbara Raudner mi aveva scritto che stava partendo per il Verdon assieme a Hannes. L’idea prende forma, scrivo immediatamente a Barbara, ho tre giorni liberi e mi piacerebbe tanto scattare qualche foto su Tom e je ris. Le previsioni sono ottime, Barbara e Hannes rispondono entusiasti, è un’occasione da prendere al volo!

Venerdì lavoro mezza giornata e a ora di pranzo parto da Parigi super motivato. Mi piace molto viaggiare, vedere posti nuovi anche solo dal finestrino dell’auto e non ho mai attraversato la Francia in questo senso di marcia. La giornata è stupenda, ventilata, ideale per guidare e finalmente dopo nove ore non-stop arrivo a destinazione. Barbara e Hannes mi accolgono calorosamente e anche io sono davvero felice di rivederli, abbiamo un sacco di storie e avventure da raccontarci, trascorriamo una bellissima serata da climbers!

La bellissima casa provenzale in the middle of nowhere

La bellissima casa provenzale in the middle of nowhere

La mattina dopo festeggiamo il compleanno di Barbara con tanto di torta e candeline poi partiamo direzione Grotta de Galetas. Noleggiamo una canoa, carichiamo tutta la nostra attrezzatura e remiamo una decina di minuti fino alla base della grotta. Il posto è pazzesco, uno strapiombo incredibile a buchi. Veloce riscaldo e parto incoscientemente deciso (forse troppo) su Pue l’Fion, un viaggio di quasi 40m grado 8b+.
Mi diverto come un pazzo, movimenti strafisici su prese buone, agganci, tallonaggi, passaggi dinamici, una gran via molto impegnativa. Raggiungo la sosta senza troppi problemi anche se sento di aver speso molte energie. Una volta a terra la stanchezza mi presenta il conto…ho le braccia di legno, la giornata purtroppo finisce qui. La via è stupenda e spero di ritornare presto.
Sulla strada del ritorno ci fermiamo a casa di Bruno Graou, è sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con un personaggio del genere.

Photo by Hannes Raudner Hiebler

Tom e tje ris – Photo by Hannes Raudner Hiebler

La mattina di domenica ci svegliamo presto, è il giorno delle foto su Tom.
Ci trasferiamo in auto sulla Rive Gauche da dove in poco meno di un’ora a piedi si raggiunge la sosta di calata della via. Mi calo per primo e predispongo il tutto in attesa che Barbara mi raggiunga. Quando tutto è in ordine Hannes mi da l’ok e finalmente inizio ad arrampicare. L’aderenza è ottima e mi gusto al massimo la bellezza dell’arrampicata, scalo fluido e leggero fino al riposo dopo i primi 15 metri di via dove poi mi fermo per permettere a Hannes di piazzarsi più in alto. Mi sento bene, è ventilato ed è fantastico poter arrampicare ancora una volta su questo tiro stupendo.
Per le foto scalo la via due volte,nel frattempo anche Barbara prova i suoi metodi e verso le quattro ci ritroviamo tutti in cima alla via contenti della bellissima giornata. Ritorniamo a La Palud per l’aperitivo e casualmente troviamo Francois Guillot (uno dei pionieri dell’arrampicata sportiva in Verdon) che festeggi 71 anni e fa ancora il 6c! Francois è una persona magnifica ed è veramente piacevole parlare con lui o semplicemente ascoltare i suoi racconti.

Photo by Hannes Raudner Hiebler

Tom e tje ris – Photo by Hannes Raudner Hiebler

Lunedì il tempo è brutto ma, approfittando di una schiarita, raggiungiamo nuovamente la calata di Tom et je ris. Vorremo fare ancora delle foto ma purtroppo il tempo è instabile e si sta preparando un temporale, a malincuore siamo costretti a rientrare con le pive nel sacco. Sulla strada del rientro andiamo a dare un’occhiata a una falesia vicino al Pont du Soleil ma, a causa dell’altissimo tasso di umidità, dopo un paio di tiri molto belli decidiamo che non ha senso insistere e rientriamo a La Palud.
Martedì mattina sveglia alle quattro e mezza, nove ore di macchina, arrivo a Parigi verso le tredici e trenta, lavoro fino alle sei e mezza e poi finalmente rientro in albergo…giornate lunghe he-he-he!
Ringrazio di cuore Barbara e Hannes per l’ospitalità e l’affetto che sempre manifestano nei miei confronti. Un ulteriore grazie ad Hannes per la sua pazienza, cortesia e per le bellissime foto!
Ciao

PROVA OCCHIALI DA SICURA Y&Y PRISMATICI PER ARRAMPICATA

Gli occhiali da sicura prismatici per arrampicata sono da diversi anni un prodotto abbastanza diffuso tra il popolo dei climber.
Concettualmente l’invenzione è molto semplice ma molto efficace. Su una montatura appositamente studiata sono montati due prismi che riflettono l’immagine ma ruotata verso il basso di circa 60-70°. In termini pratici, consentono di osservare l’arrampicatore in azione su una parete senza dover alzare la testa per guardare in alto. Con questa tipologia di occhiali è dunque possibile seguire l’andamento della scalata del proprio compagno mantenendo una postura del collo rilassata e “naturale”. A volte capita di assicurare il compagno per molto tempo durante una salita e spesso siamo costretti ad abbassare la testa per rilassare i muscoli del collo.

Niente più mal di collo grazie agli occhiali da sicura Y&Y

Niente più mal di collo grazie agli occhiali da sicura Y&Y

Utilizzare occhiali da sicura prismatici consente dunque di ridurre drasticamente fastidiosi dolori e irrigidimenti muscolari al collo favorendo inoltre una maggior sicurezza in quanto risulterà naturale e più confortevole mantenere lo sguardo fisso sul compagno in azione.

Gli occhiali da sicura possono essere utilizzati da tutti e indossati anche su occhiali da vista e da sole. I produttori in ogni caso consigliano di utilizzare per la prima volta gli occhiali su una struttura indoor o su una via che si conosce bene al fine di prendere adeguata confidenza con il prodotto. Normalmente ci si abitua in fretta e già dopo due-tre sicure sembrerà normale indossarli.

Prismi di qualità offrono un'immagine nitida

Prismi di qualità offrono un’immagine nitida

Personalmente sento di consigliarne l’utilizzo ai frequentatori delle strutture artificiali e a chi pratica arrampicata sportiva in falesia. Arrampicando in strutture indoor molto affollate talvolta capita di distrarsi facilmente ma l’utilizzo degli occhiali prismatici favorisce la concentrazione e la focalizzazione di tutta la nostra attenzione sul partner. Infine aggiungo che l’uso degli occhiali da sicura diventa funzionale dalla seconda protezione della parete in poi quindi all’inizio è meglio tenerli al collo mediante l’apposito cordino e indossarli con una mano sola non appena i piedi del compagno saranno all’altezza delle nostre spalle.

OCCHIALI DA SICURA Y&Y
Ho avuto modo di provare gli occhiali da sicura Y&Y, un prodotto professionale, di elevata qualità e dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Gli occhiali da sicura Y&Y sono un prodotto francese molto apprezzato anche in Spagna, Inghilterra, Stati Uniti e Australia.
L’occhiale ha una montatura in acciaio inossidabile resistente e leggera, asticciole in lega memory-form, nasello monoblocco in silicone, prismi di alta qualità e Leggeri (36g), portabili con occhiali da vista e da sole.
Gli occhiali sono venduti con una custodia semirigida dotata di moschettone e fetuccia per indossarla a tracolla. Il kit comprende anche gli accessori per la manutenzione come il cacciavitino, naselli di ricambio, panno in microfibra e istruzioni per l’uso.
Gli occhiali da sicura Y&Y sono portabili con occhiali da vista e da sole.

Y&Y compatibili con occhiali da vista e con la maggior parte di quelli da sole

Y&Y compatibili con occhiali da vista e con la maggior parte di quelli da sole

Per indossarli basta calare gli Y&Y sopra gli altri incastrando i naselli. Questa tecnica è compatibile con la maggior parte delle montature.

La custodia è stata studiata nei minimi dettagli ed è davvero pratica. Può essere comodamete agganciata al portamateriali dell’imbrago grazie al moschettoncino in dotazione. La chiusura è tramite zip ma la presenza anche di una chiusura a velcro consente di poter sfilare gli occhiali dalla custodia anche con una mano sola.

Il kit della Y&Y, occhiali da sicura,  e accessori per manutenzione

Il kit della Y&Y, occhiali da sicura, e accessori per manutenzione

Occhiali e custodia hanno un design innovativo e registrato presso l’ “Office for Harmonization in the Internal Market” (HOIM).

https://oami.europa.eu/eSearch/#details/designs/002433698-0001
https://oami.europa.eu/eSearch/#details/designs/002397745-0001

Per maggiori dettagli sugli occhiali Y&Y vi invito ad andare direttamente sul sito: www.occhialidasicura.com

Gli occhiali da sicura Y&Y sono in vendita al pubblico al prezzo di € 59,90, in vendita sia sul sito Y&Y che su Amazon e nei migliori negozi specializzati di attrezzatura per arrampicata.

Gli occhiali da sicura Y&Y sono un prodotto di qualità e tutto il kit è stato studiato in modo accurato, consiglio di acquistarli anche per il prezzo veramente onesto.

Buone scalate a tutti!

Grande confort anche per le sicure su grandi strapiombi

Grande confort anche per le sicure su grandi strapiombi